Gli eReader non ci aiutano a ricordare?

Una ricerca americana sostiene che gli ebook reader rendano difficile l'assimilazione di informazioni

La notizia sarebbe già abbastanza incredibile se esistessero solo libri di carta e appunti scritti a mano. È ancora più clamorosa se consideriamo che la lettura sta pian piano passando dalla carta allo schermo e-ink.
È stato dimostrato da un’università americana che le informazioni chiare e leggibili, che all’apparenza potrebbero aiutare i lettori nella comprensione di un testo, risultano invece controproducenti, perché sforzano meno il cervello e sono più facilmente dimenticate.
Il motivo è presto spiegato: il testo di facile lettura consente al cervello di utilizzare solo una parte delle sue capacità. Il testo più complesso “risveglia” le capacità sopite del cervello e lo rende più reattivo.
Anche il blogger Jonah Leher, esperto di neuroscienze, ha notato di aver difficoltà a richiamare informazioni provenienti da fonti lette sul suo ereader Kindle, anche se l’esperienza di lettura era risultata più piacevole e rilassante. Secondo quanto si legge sul suo blog, ci sono due modi di leggere: usando una parte di cervello (quella anteriore) che riconosce le parole e capisce il loro significato individuale, o usando la parte (posteriore) che si attiva quando si affrontano parole non conosciute o quasi illeggibili.
“Le frasi familiari scritte in Helvetica su schermo e-ink – dice Lehrer – sono lette velocemente e senza fatica, mentre quellle insolite con proposizioni complesse e inchiostro sbavato richiedono uno sforzo intellettivo superiore, attivando la parte dorsale del cervello”.
“Facciamo più fatica a decifrare le note scritte a mano da qualcuno – continua Lehrer – ed è forse per questo che ricordiamo più facilmente questo tipo di appunti rispetto alle email”.
Uno studio della Princeton University ha scoperto che le persone memorizzano meglio se un testo è scritta in modo meno fluente. I ricercatori hanno chiesto a 28 partecipanti all’esperimento di imparare alcune informazioni. Chi aveva letto il testo in Arial, font di colore nero e dimensione 14, ricordava meno di chi aveva letto il testo in Comic Sans o Bodoni, due caratteri più elaborati e di non immediata identificazione.
Rendere il testo “più difficile da leggere” può quindi migliorare l’apprendimento e la capacità del cervello di richiamare informazioni.
Dopo aver convinto molti scettici sulla praticità e la comodità, sarà questo il tallone d’Achille degli ebook?

Fonte: Telegraph

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Articolo pubblicato dalla redazione di Torino Libri.