Huckleberry Finn: quando il politically correct diventa censura

In Usa fa scandalo la decisione di una casa editrice dell'Alabama di rimuovere dal libro di Mark Twain la parola proibita "nigger", ripetuta 219 volte

In Usa fa scandalo la decisione di una casa editrice dell’Alabama di rimuovere dal libro Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain la parola proibita “nigger”, ripetuta ben 219 volte. “Nigger”, sostituita dalla poco attinente “slave” (schiavo), non è la sola parola cancellata nella nuova versione. A dover abbandonare le pagine pubblicate per la prima volta nel 1884 sarà anche “injun”, un termine dispregiativo per indicare gli “indiani”, quelli che con il politically correct (e anche il geografically correct) sono chiamati “nativi americani”.
La casa editrice NewSouth Books e il curatore del volume, Alan Gribben, sostengono che togliere la N-word più odiata d’America sia l’unico modo per evitare che l’opera di Mark Twain venga censurata e messa all’indice. Già: censurare per evitare la censura. L’editore e il curatore si difendono sottolineando come Huck Finn sia stato, nel corso degli anni ’90, uno dei più contestati e censurati libri d’America secondo l’American Library Association, proprio a causa del suo linguaggio poco in linea con la moderna lingua americana che a “nigger” (ma anche a “black”) preferisce un forse troppo perbenista “african american”.  Questo, dunque, il motivo che ha spinto Gribben a modificare pesantemente il testo originale, nonostante molti studiosi ritengano questa mossa editoriale del tutto sconsiderata e la storiografia sia ben consapevole della vera natura di Mark Twain. Lo scrittore americano ha più volte dimostrato, in vita, di non essere razzista, ad esempio facendo cospicue donazioni alla NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) e aiutando l’amico Booker T. Washington in numerose attività per il sostegno scolastico dei neri.
Sempre spulciando i dati dell’American Library Association, sapete qual è il libro più contestato degli anni 2000?
Harry Potter.
Sì, proprio lui. Siete pronti ad avere una versione edulcorata del maghetto inglese? Provate a rivolgervi alla NewSouth Books, probabilmente hanno già una nuova saga di maghetti che passano le giornate a fare magie come quelli della Rowling, ma senza sembrare un gruppo di satanisti agli occhi di qualche associazione bigotta.

About Redazione

Articolo pubblicato dalla redazione di Torino Libri.