Incredibile ma vero: c’è ancora chi vuole mettere “al rogo? i libri

Suscita scalpore la proposta del consigliere provinciale Paride Costa e dell’assessore provinciale Raffaele Speranzon di boicottare tutti i libri di coloro che nel 2004 firmarono una petizione per la liberazione...

Suscita scalpore la proposta del consigliere provinciale Paride Costa e dell’assessore provinciale Raffaele Speranzon di boicottare tutti i libri di coloro che nel 2004 firmarono una petizione per la liberazione di Cesare Battisti.
«Chiederò – afferma Speranzon – di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l’esempio per prima».
A essere banditi, molti scrittori noti. Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Sandrone Dazieri, Tiziano Scarpa, Massimo Carlotto e molti altri: fuori dalle biblioteche, e fuori dal Veneto.
Non è tardata ad arrivare la risposta dei diretti interessati, guidati dal collettivo Wu Ming:

«A questa schifezza dovremmo reagire tutti, non solo gli scrittori direttamente coinvolti o i bibliotecari direttamente minacciati.
- Dovrebbero farsi sentire i cittadini, i lettori, i frequentatori delle biblioteche.
- Dovrebbero farsi sentire amministratori, forze politiche e associazioni di Venezia e dei comuni circostanti.
- Dovrebbe cercare di scriverne chiunque lavori nell’informazione o abbia un blog et similia;
- Dovrebbe dire qualcosa l’Associazione Italiana Biblioteche.
- Dovrebbero dire qualcosa i sindacati dei dipendenti pubblici.
- Dovrebbero muoversi gli editori, anche legalmente, con querele e cause civili, a fronte di un’azione che procura loro danni materiali e morali.
- Andrebbero mandate mail di protesta ai giornali (non solo a quelli veneti), andrebbero affissi volantini e lettere aperte alle bacheche di biblioteche e sale di lettura.
- Andrebbero diffusi e linkati post come questo (in calce al quale metteremo gli aggiornamenti sulla vicenda) e qualunque altro articolo, testo o video che informi su questo personaggio, sulle sue intenzioni liberticide e su eventuali iniziative dei suoi emuli e sodali.»

Altre risorse sul web:

  • Commento di Sandrone Dazieri
    «Ogni tanto mi boicottano. La mattina scarico la posto o faccio un giro su internet e scopro di essere finito in una qualche lista di cattivi. Di solito non da solo, ma in buona compagnia, una compagnia che varia a seconda di chi lancia il boicottaggio. Quando pubblicai il mio primo romanzo, alcuni centri sociali mi fecero sapere che non ero più gradito, perché lo avevo fatto al di fuori del circuito dell’autoproduzione e invitavano i compagni a non comprarmi più. Poi fui boicottato perché la major in questione era la Mondadori, ed essendo io di sinistra avrei dovuto fare obiezione di coscienza. In seguito fui boicottato dai filoberlusconiani per lo stesso motivo. Un’altra volta fui boicottato per non aver aderito al boicottaggio contro gli scrittori israeliani al salone del libro di Torino, che è un boicottaggio al quadrato. Di solito lascio che la cosa si sgonfi da sola, perché preferisco occuparmi d’altro e perché penso che uno ha il diritto di pensarla su di me come gli pare. Altre volte mi tocca lasciare il mio lavoro e difendere il mio diritto di continuare a farlo liberamente. Come adesso.» [Continua sul blog dell'autore]
  • Commento di Michela Murgia
    «Nel circuito bibliotecario del Veneto il Mein Kampf di Adolf Hitler è disponibile al prestito in ventisei copie, di cui una nella biblioteca dell’Istituto Storico della Resistenza di Belluno. Nessuno si è mai sognato di chiederne la rimozione, o di obiettare che i soldi pubblici non devono servire a comprare le opere di un dittatore colpevole di genocidio. Se qualcuno si permettesse di proporre l’epurazione di quel noiosissimo libro, io mi opporrei con tutti i mezzi a mia disposizione, perché l’autonomia di pensiero delle persone si costruisce legittimando la libertà di espressione anche delle idee che consideriamo più aberranti e che preferiremmo non sentire esprimere, dato che conosciamo le conseguenze.» [Continua sul blog dell'autrice]
  • Commento di Carlo Lucarelli
    «Sul “caso battisti? – sia l’uomo che la vicenda – abbiamo posizioni differenti, ma quello che stanno cercando di fare con questa lista di proscrizione è veramente una porcata ed è pura censura del dissenso. Io non sono uno dei firmatari dell’appello pro Battisti ma sono disponibile ad appoggiare comunque qualunque iniziativa condivisibile nel contrastare questa squallida operazione da dittatura stupida.»
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Articolo pubblicato dalla redazione di Torino Libri.