Inchiostro antipatico 2: Bukowski ci ha rovinati
Inchiostro Antipatico | 24 mag 2011 | Commenti 1
Articolo pubblicato in: INCHIOSTRO ANTIPATICO • NEWS
OVVERO, SE SEI UNA CAPRA… SEI UNA CAPRA, NON UN POETA MALEDETTO.
Caro vecchio Charles. Ubriaco e stronzo Charles. L’avresti mai detto, tu, che con i tuoi scritti avresti fatto proliferare la genìa di poeti e scrittori “scomodi”? Un giorno, al vecchio Warren French, rispondevi così:
Se mai avessi conquistato la fiducia del pubblico, sicuramente mi sarei fatto un esame di coscienza e mi sarei chiesto dove e come avevo sbagliato. Non considero la poesia un mezzo pubblico, e neppure, quella che resta, un mezzo privato per pochi. È ancora peggio quando una mia poesia viene accettata da una rivista che pubblica la cosiddetta poesia di qualità, mi chiedo dove ho sbagliato. La poesia deve continuamente muoversi da sola, lontana da ombre e da riflessi. Il motivo per il quale viene scritta così tanta poesia scadente è che viene scritta come mera poesia, invece di esprimere un concetto. E il motivo per il quale il pubblico non capisce la poesia è che non c’è niente da capire, e il motivo per cui la maggior parte dei poeti scrive è che pensano di capire. Non c’è niente che dev’essere capito o “recuperato”. Dev’essere scritto e basta. Da qualcuno. Qualche volta. E non troppo spesso.
Ecco, ora accade che quando uno scrittore fallito legge queste cose si monta la testa. Non ci credi? Giuro che è così, te lo dico io che di esemplari di questa specie ne ho visti tanti. Bukowski in verità ci sta dicendo che il mondo è pieno di capre di sgarbiana memoria, incapaci di scrivere qualcosa di decente ma -talvolta- fortunate e pubblicate. I nostri poeti però capiscono il contrario. Vale a dire che se nessuno se li fila significa che sono dei fenomeni della poesia, perché sono poeti di rottura, scomodi, talmente bravi da smontare tutto l’establishment della poesia italiana, per non dire mondiale.
Come dite? Dovrei cercare di far loro capire che non sono dei Bukowski? Impossibile, non capiranno mai.
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