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Recensione – I love Ju, Jonathan Arpetti

Articolo pubblicato in: RECENSIONIRECENSIONI LIBRI

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La vita del ventinovenne Giacomo Grandis è scandita da alcune rassicuranti certezze, due su tutte, la fidanzata storica Julia, con cui ha una relazione da nove anni, e la squadra del cuore, la Juventus. Più che Julia la vera passione di Giacomo sembra proprio essere la Vecchia Signora, di cui sa tutto e a cui dedica ogni minuto possibile, trascurando alcuni eventi importanti della vita della fidanzata. Julia però è giustamente insoddisfatta e lo pone davanti ad un ultimatum: il matrimonio e i figli, oppure la Juventus, con dieci giorni di tempo per decidere.

Il nostro protagonista, già fortemente debilitato dai frequenti attacchi di panico e dall’ipocondria, a questo punto si trova più confuso che mai. Che cosa vuol dire amare? Julia è la donna giusta per lui? Come può chi ama chiederti di sacrificare la tua più grande passione?

Il libro fotografa questi dieci giorni di silenzio tra i due fidanzati, in cui Giacomo ne combina di tutti i colori, tra una trasferta della Juve a Madrid e un’avventura di una notte con la bella e conturbante, ma anche pericolosa e ambigua, Monica. Sarà dopo l’incontro con Monica che realizzerà quanto di bello e puro c’è nella figura di Julia, ma non riuscirà a raggiungerla subito per dirglielo: lo stress di questo periodo così intenso lo porterà ad avere una momentanea amnesia, e ad essere ricoverato in ospedale, privo di documenti di riconoscimento, di fianco ad un paziente autistico tifoso sfegatato della Juve. Sarà durante questa vicinanza forzata che Giacomo inconsapevolmente inizierà a odiare la Juventus, tanto da riacquisire la memoria mentre sta esultando per la vittoria del Milan.

È Julia stessa a questo punto a capire che quando si ama non si può vietare, ma che volere bene a  qualcuno vuol dire accettarlo per com’è.

Il romanzo, scritto con uno stile molto piano e semplice, risente molto dell’influenza di Hornby, sia per il tema del calcio caro allo scrittore inglese, sia per il protagonista, che umanamente raggiunge livelli infimi con la povera Julia, degno di personaggi come quelli di Alta fedeltà oppure Un ragazzo. Durante la lettura viene voglia di urlare contro l’immaturo Giacomo Grandis, spiegandogli che non è facile trovare una ragazza come Julia. Buona l’idea di corredare i capitoli con qualche nota dei pensieri di Julia nello stesso momento, ma forse la si poteva sviluppare di più.

Un libro per i grandi tifosi di calcio, non solo juventini.

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