Recensione – Ecce Toro, Giuseppe Culicchia
Davide Lorusso | 26 set 2011 | Commenti 0
Articolo pubblicato in: RECENSIONI LIBRI
Il libro di Culicchia ci racconta la storia del Torino o meglio ci racconta la storia del “suo” Torino, di quello che ha visto giocare, la squadra in cui Paolino Pulici è stato (lo è tutt’ora) un idolo incontrastato, l’uomo che prima dei derby era solito pulirsi i tacchetti su una bandiera “dell’altra squadra” (il nome juventus verrà scritto rare volte nel corso del libro…), il Toro degli anni ’70 capace di vincere uno scudetto e una coppa italia, oppure il Toro di Mondonico e la sua sedia alzata nel cielo di Amsterdam a protestare contro gli dei del calcio per la sconfitta in finale contro l’Ajax (senza perdere ma solo per colpa dei goal segnati in trasferta), fino ad arrivare all’avvento di Urbano Cairo, visto inizialmente come il salvatore.
Senza tralasciare una parte dedicata ovviamente al Grande Torino, squadra indimenticabile cancellata dall’incidente aereo di Superga, capace di vincere 5 scudetti consecutivi e capace di “prestare” alla nazionale italiana dieci/undicesimi di formazione titolare. O di parlare di Gigi Meroni, farfalla granata, il primo giocatore “anticonformista” del calcio italiano, scomparso prematuramente all’età di ventiquattro anni.
Culicchia si lascia trasportare dalla fede calcistica (che in fondo è una delle componenti fondamentali della vita di noi italiani) per cercare di far capire che cos’è il Toro, che non è semplicemente una squadra di calcio, ma è molto di più, perché significa avere a che fare con gioia, felicità e mito ma anche con tragedia (sportiva e non), significa essere sempre su delle “montagne russe emotive”, che vanno dallo scudetto alla serie b, dalla finale di coppa Uefa alla rischiata sparizione. E cerca di farlo in modo simpatico, dando ai capitoli e al titolo stesso del libro una dicitura che vuole ricordare gli scritti di Nietzsche (perché, come ci spiegherà, pubblicando un libro per l’editore Laterza che si può fregiare di titoli importanti che spaziano dalla filosofia alla politica, dandogli una connotazione “filosofica” ha voluto “salvare le apparenza”). Scopriremo anche che il libro è stato scritto a mo’ di “voto” per il salvataggio del Toro da parte di Cairo. Interessante anche la cronologia degli anni ’75,’76,’77 in cui l’autore unisce calcio, politica, musica; gli anni di piombo e il Toro, la Dc e i Sex Pistols.
Un libro da leggere per scoprire Torino, perché, che si sia tifosi del Toro, di qualsiasi altra squadra o dell’altra squadra, questa società calcistica fa parte del tessuto della città.
Concludo con una frase fatta dire da Culicchia a “Marathustra”, tifoso granata (diverte il capitolo dove viene tentata di spiegare la questione dello stadio in un misto tra latino e italiano medioevale maccheronico) : «Fatti non foste per viver come Drughi».
TITOLO: Ecce Toro
AUTORE: Giuseppe Culicchia
PAGINE: 173
CASA EDITRICE: Laterza
PREZZO: 9,00 €
Related Posts
Articolo pubblicato in: RECENSIONI LIBRI
About the Author:


