Speciale eBook – Il rifugio degli esordienti
Maurizio Asquini | 10 gen 2012 | Commenti 0
Articolo pubblicato in: EBOOK • INTERVISTE • SPAZIO ESORDIENTI • SPECIALE EBOOK
INTERVISTA A PIERA ROSSOTTI. IL PRIMO PASSO PER UN AUTORE ESORDIENTE È QUELLO DI PROPORRE I PROPRI ROMANZI A DEI LETTORI ANONIMI: A QUESTO CI PENSA IL RIFUGIO DEGLI ESORDIENTI!
Quali sono i primi passi da intraprendere dopo aver scritto il proprio romanzo? Diciamo che il punto essenziale è la forma: il romanzo andrebbe letto e riletto, corretto e revisionato, limato e riveduto. Alla fine l’autore si chiede “Piacerà ai lettori?”
I giudizi dei famigliari, dei parenti e amici spesso non bastano e sono mirati nell’incoraggiare il neo autore. Ma cosa ne penserebbe esattamente un lettore “catturato” a caso e sconosciuto all’autore? Un lettore che potrebbe essere uno studente universitario, un professore, un medico o un carpentiere.
Il Rifugio degli esordienti offre la possibilità di sottoporre gratuitamente i propri lavori ( romanzi, racconti, poesie, ecc,) a dei lettori che di loro volta leggono e valutano i lavori che ricevono in lettura. Questa possibilità è rivolta anche a chi voglia diventare lettore, ricevendo periodicamente gli stessi lavori che inviano gli autori.
Ma com’è nata questa iniziativa ormai diffusa nel Web e credo unica nel suo genere? Per l’occasione ho intervistato Piera Rossotti, torinese, filologa, ex-insegnante, con curriculum veramente esemplare. Piera ha creato e coordina da molti anni, assieme a Maurizio J. Bruno, Il Rifugio degli Esordienti, ma tra le tante attività, ha da poco fondato una casa editrice legata ad autori esordienti con la caratteristica di pubblicare esclusivamente in formato digitale.
Ma chi è Piera Rossotti e com’è nata questa iniziativa?
Per il “chi sono” rimando al sito di EEE-book, dove parlo anche troppo di me!
Ma veniamo al Rifugio! Il Rifugio è nato alla fine degli anni Novanta e il suo immediato, crescente successo, ha fatto capire a Maurizio J. Bruno, il suo ideatore e a me, collaboratrice storica, della primissima ora, che la nostra iniziativa rispondeva a bisogni reali di chi, avendo
scritto un libro, sentiva da un lato l’esigenza di sottoporlo a lettori imparziali, magari anche in modo anonimo, e dall’altro aveva bisogno di informazioni sugli editori e su tutto ciò che un neofita deve sapere per muoversi nel mondo dell’editoria, senza farsi spennare come un pollo.
Chi sono questi lettori e come si diventa lettore per Lettura incrociata?
Chiunque può diventare lettore per Lettura Incrociata, basta che abbia la passione per la lettura e un po’ di tempo da dedicare. Noi cerchiamo di aiutare il lettore, proponendogli un vademecum, che abbiamo intitolato La macchina pigra, che dà alcune indicazioni su come si legge un testo letterario e su quello che può essere utile dire all’autore. Ovviamente, i nostri lettori non sono professionisti, ma è giusto così, per dare all’autore l’idea di come può reagire il pubblico leggendo il suo libro. Bisogna però aggiungere che molti lettori sono autori a loro volta, alcuni anche bravi, quindi le loro valutazioni sono davvero preziose. Lasciami spendere una parola anche per i capigruppo: quello della sezione Romanzi, per citarne uno a caso, un certo Maurizio Asquini (ora anche vostro), anche lui scrittore, che lavora con passione per rendere possibile l’esistenza del Rifugio…
Riguardo, invece agli autori, quali sono le principali difficoltà che incontrano nei loro lavori?
Scrittori non si nasce, si diventa… però, come amo dire, “piccoli scrittori crescono”, se hanno la passione, l’umiltà di imparare e, soprattutto, se sono in primo luogo appassionati lettori. Non si può pensare di scrivere se non si sa leggere e se non si ama leggere. Inoltre, molti scrittori danno poca importanza alla conoscenza della “materia prima”, cioè della lingua che usano. È vero che per correggere gli errori materiali ci sono i correttori di bozze, ma le scelte linguistiche, il fraseggio, quello deve essere dell’autore, che deve far arrivare al lettore la sua “voce”.
Si stima una media di oltre cento romanzi l’anno per sezione?Quindi vuol dire che in Italia gli aspiranti sono moltissimi!
Sicuramente, ci sono molti aspiranti scrittori. E questa è una bella cosa, lasciamelo dire. Mi piace pensare a tanta gente, di tutte le età, che dedica ore a ideare e scrivere una storia. Chi scrive può anche non avere le capacità di produrre un libro avvincente, ma certo non è un superficiale, è qualcuno che crede di avere qualcosa da dire e che vuole dirlo, anche se la scrittura è faticosa. Per questo, chi scrive merita sempre rispetto.
Oltre a tutti questi impegni legati alla letteratura sei pure un’autrice di romanzi: ci dici qualcosa al riguardo?
Sono arrivata al romanzo storico al termine di un percorso che è partito dallo studio di documenti storici. Per esempio, per Diario intimo, la domanda che mi ero posta è se sia legittimo parlare di Piemonte giacobino e napoleonico. Non riuscivo a darmi una risposta, e a un certo punto ho capito perché: avevo bisogno di un punto di vista che mi permettesse di comprendere “dall’interno”. Ho trovato questo punto di vista – parziale, ovviamente, ma la nostra visione non è forse sempre parziale? – guardando la grande Storia attraverso la storia quotidiana di un
personaggio, nel caso specifico di Filippina de Sales, la nonna di Cavour. Come Diario intimo, che tra l’altro è appena uscito in traduzione francese, ti metto un link, , anche gli altri romanzi e racconti sono rigorosamente documentati. Per un’opera di prossima pubblicazione, ad esempio, che si intitola Sole o malaccompagnate, e che ripercorre le storie di donne condannate a pene gravi o addirittura alla ghigliottina, nella Torino dell’epoca imperiale, ho lavorato per mesi all’Archivio di Stato di Torino, leggendo i registri processuali. Faticoso, però ho anche fatto delle scoperte interessanti. Per scelta, non ho voluto scrivere un articolo storico, ma dei racconti, per dare voce a quelle donne, per andare oltre l’aridità del documento.
Meglio che mi fermi qui, altrimenti faccio una conferenza!
Da quest’anno hai realizzato un sogno che tenevi in cantiere da anni fondando una casa editrice, la Edizioni Esordienti E-book. Una professionista del libro come te, sicuramente legata al tradizionale libro di carta, ha preferito fondare una casa editrice rivolta al digitale. Com’è nata questa scelta “rivoluzionaria”?
Io mi rivolgo ad autori esordienti o “non ancora famosi”, anche se alcuni amici, con numerose pubblicazioni alle spalle, hanno voluto affidarmi la riedizione dei loro libri, come gesto di fiducia e di amicizia, ed ovviamente sono molto grata per questo. Ma torniamo agli esordienti: sono pochissime le case editrici che pubblicano un esordiente senza contributo, e ancora meno quelle che poi riescono a distribuire in modo efficace i libri. Ci vorrebbero almeno 50.000 euro di investimento per promuovere in modo idoneo un singolo titolo di un singolo autore esordiente. E chi ha tanti soldi da investire, probabilmente a fondo perduto? La pubblicazione digitale, invece, presenta il vantaggio di essere meno costosa, e attraverso internet si può raggiungere un pubblico potenzialmente molto vasto. Gli acquirenti di e-book in Italia sono ancora pochi, e per di più quei pochi vanno spesso a visitare le grandi piattaforme con centinaia di titoli, mentre la mia libreria online è dedicata a un pubblico “di
nicchia”, ma il trend è in crescita. E crescerà ancora di più, a mano a mano che si diffonderanno dispositivi di lettura più gradevoli e a costi più ridotti. Insisto: non ci piacerà mai l’e-book se lo leggeremo dal monitor del pc, dobbiamo assolutamente passare a un e-reader o a un tablet e metterci in poltrona o a letto, o ancora portarcelo in viaggio, come facciamo con i libri cartacei.
Ovviamente essendo una casa editrice nata da poco, hai ancora un catalogo composto da un piccolo gruppo di autori. C’è qualche legame tra la casa editrice e Il Rifugio degli esordienti?
Il sito è nato il 18 ottobre 2011, meno di due mesi fa, e ci sono già più di trenta opere… direi che non è male, soprattutto se pensi che ho circa 200 manoscritti in attesa. Molti di questi provengono anche dal Rifugio, quelli che ottengono le migliori valutazioni dei lettori sono presi in esame quasi automaticamente, ovviamente senza alcun impegno, né per EEE-book, né per l’autore. Potrei pubblicare anche molto di più, ma ho il maledetto vizio di voler leggere tutto in prima persona e di pretendere una bozza corretta a dovere, sono una vecchia signora tremenda, che ci vuoi fare?
Parliamo di qualità dei romanzi: è notevole la differenza tra gli autori esordienti e quelli ormai noti nel mondo editoriale?
Ovviamente, non si può parlare di “autori esordienti” come di una categoria uniforme. Anche i grandi autori sono stati un giorno esordienti, cioè hanno pubblicato la loro prima opera, poi hanno proseguito con una carriera luminosa. Questo non accade per tutti… Però devo dire che ci sono degli autori che hanno pubblicato con EEE-book che presentano delle eccellenti doti di narratore e che meritano di essere letti, non ci si pentirà di aver acquistato un loro e-book.
Come lo vedi il futuro dell’editoria in generale?
Siamo davanti a una sfida. Molti editori sono destinati a scomparire, e anche molti librai, ma altri si sapranno trasformare. Il libro non è assolutamente morto, ma si prepara a un futuro dinamico. Non bisogna aver timore dei cambiamenti, però bisogna anche stare attenti ai rischi, ai monopoli. Sinceramente, ho un po’ paura dei “giganti” della distribuzione, che vogliono invadere il mercato e imporre solo i loro prodotti, magari attraverso dei reader dedicati e specifici, nel caso degli e-book. I lettori dovrebbero ribellarsi a questo, pretendere di poter scegliere, di poter usare la propria testa, invece ci sono dei condizionamenti molto forti, si gioca sulla quantità, sulla comodità di acquisto, sulle scarse competenze informatiche o sulla pigrizia di tanti lettori.
Di leggere. Tanto e bene. Di scrivere poco, curando quello che si produce, di essere tesi a migliorare se stessi e la propria scrittura.
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About the Author: Maurizio Asquini è nato e vive a Novara.
Con il romanzo “Io non rispondo” nel 2007 riceve una Menzione d’onore al premio “InediTo-Premio Colline di Torino”.
Nel 2008 con il romanzo “Dio Ingannatore” vince il premio “Alabarda D’Oro”. Nel 2010 vince i premi “Garcia Lorca” e il “Trofeo Penna D’Autore”. Giungerà, inoltre, tra i primi quattro classificati ad un premio Europeo e riceverà una Segnalazione di Merito al premio “Città di Moncalieri” con un totale di otto riconoscimenti allo stesso romanzo.
Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo “Io non rispondo”.
Con i racconti ha ricevuto numerosi riconoscimenti giungendo primo classificato ai premi “La seriola”, “Napoli Cultura Classic”, “Adriano Zugnino” e il “Priamar” di Savona. È giunto III classificato al premio per la narrativa a tema “Cesare Pavese” e recentemente è giunto II classificato al premio internazionale “Città di Aosta”.
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