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Intervista – La guerra di Alberto Torregiani

Articolo pubblicato in: FEATUREDINTERVISTE

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Un nome e una storia che hanno colpito l’attenzione con alcuni fatti di cronaca carichi di violenza e d’ingiustizie ancora irrisolte. Alberto Torregiani ci racconta la sua storia, racchiudendo dolori e vane speranze, con una biografia dal titolo che rende l’idea sulla realtà del testo: Ero in guerra ma non lo sapevo.
Conosciamo Torregiani attraverso la cronaca direttamente sui fatti drammatici e sul caso Battisti che hanno creato un grandissimo sgomento e molta solidarietà da parte di tutti noi.
Ma chi è Alberto Torregiani e cosa svolge nella vita?
Alberto Torregiani è una persona come tante, sia nella normalità che nella “sua? diversità. L’essere da quando fu ferito alla schiena a 15 anni, in carrozzina, non lo ha condizionato oltre se non per la diversa mobilità e gestione del quotidiano. Dopo il decorso ospedaliero durato 3 anni, ha conseguito il dottorato in informatica, ha lavorato per vari enti tra i quali per ultimo il Comune di Novara, come amministratore U.R.P. e Ufficio Stampa del Sindaco. Ora, da qualche anno, svolge attività politica sociale occupandosi di giustizia.

Da com’è nata l’idea o l’esigenza di scrivere questa storia e chi ti ha aiutato nello svolgimento del tuo libro?

Nasce da due fattori; il primo l’esigenza di mettere ordine nel caso “Torregiani-Battisti? osservando che spesso giornali e media raccontavano l’episodio in modo errato, mettendo lo stesso Battisti fautore dell’assassinio di mio padre mentre in verità egli è il mandante poiché lo stesso, era partecipe dell’omicidio di Sabbadin, avvenuto a Mestre lo stesso giorno. Ritenevo importante allocare “i personaggi? nel loro giusto ordine per non creare condizioni che avrebbero distorto la verità. Infatti, più volte, lo stesso Battisti e i suoi sostenitori asseriscono la sua innocenza proprio sul fatto che egli non ha sparato al Torregiani e non ha ferito il figlio Alberto, proprio perché non presente. La seconda ma non meno importante, il desiderio della gente di conoscere la storia da chi l’ha vissuta in prima persona. Per la stesura ho chiesto aiuto a un caro amico giornalista, Stefano Rabozzi, dato che per me era la prima esperienza in questo campo.

Cos’è stato per te scrivere una biografia e quali sono state le emozioni nel narrare ciò che rievoca molti punti crudeli della tua vita.

La difficoltà principale era porre dei paletti su cosa e quali episodi narrare. Ho ritenuto corretto per il lettore, rimanere nel periodo storico che mi ha coinvolto il drammatico evento, mettendo luce a ciò che l’evento stesso ha causato e come cambiato la vita normale di un ragazzino. Emozioni da anni riposte nel cassetto dei ricordi, sono riaffiorate rivivendo gioie e dolori dei tempi passati.
Ciò che ne è il risultato è la consapevolezza del mio stato interiore, della mancanza di odio per quel che mi è accaduto e per chi ne ha causato e allo stesso, la decisione di prendere coscienza e posizione per ottenere giustizia.

Hai incontrato delle difficoltà nell’esprimere i tuoi pensieri rievocando terribili ricordi?

La cosa credo buffa, è che ciò che si legge nelle pagine del libro, il più è stato scritto di prima mano, cioè mi ritrovavo che le frasi, i discorsi, i concetti, erano buoni cosi come bozzati su qualche foglio. Non c’è stato bisogno di elaborare, se non la necessità di correggere il testo in alcuni casi nella sua grammatica.

Come sei giunto alla pubblicazione e all’inizio di questa nuova esperienza ci sono stati i dubbi e delle perplessità sull’esito di questo tuo libro?

Nessuna perplessità poiché conscio dell’obbiettivo. D’altro canto, parecchie difficoltà nella pubblicazione visto l’argomento… scottante… e scomodo…

Com’è stato accolto il tuo libro dal pubblico e dai giornali?

Purtroppo non come speravo. Non avendo una casa editrice “di prestigio? e dovendo io stesso finanziare le spese di pubblicazione e distribuzione, abbiamo pubblicato circa 5000 copie delle quali quasi tutte vendute. Vi è stata una buona promozione grazie ai giornali e televisioni ma una riluttanza delle librerie nell’esporre e proporre il libro… poco importa. Per quanto mi riguarda, il mio intento era mettere per iscritto la verità e lasciare “un mattone? negli scaffali delle librerie per chi volesse un giorno conoscere il vero… e di questo ne sono fiero…

Un giorno che questa storia avrà giustizia, come cambierà la tua vita?

La mia vita cambierà perché cambierà quella della gente onesta, di chi crede ancora nella giustizia e nella verità. Aver dato a loro e a chi non crede più, la speranza che si può ottenere quel che ora è definito “l’impossibile? sarà il senso della mia vita. Per questo non c’è giorno che cada nella tentazione di mollare.

Che cosa ne pensi di questo nostro paese che poco alla volta ci sta mandando alla deriva partendo dal mondo culturale, occupazionale e assistenziale?

Il nostro è un Paese meraviglioso. Pieno d’idee, di vitalità, di sogni, un Paese che molti ci invidia ma a cui da anni si è creata e avviata una propaganda denigratoria e noi non abbiamo saputo reagire. È un Paese che ha bisogno di risollevarsi, di ritornare a splendere e solo noi possiamo e siamo in grado di farlo ma necessita di un cambiamento radicale, attraverso una politica ed economia sana e pulita, attraverso governanti degni del ruolo che li compete, attraverso una spinta sociale e culturale migliore, attraverso un percorso che ci riporti al benessere. Solo cosi possiamo essere visti come esempio di un mondo migliore. Dovremmo imparare a guardare più noi stessi che confrontarci con gli altri, pensare a migliorare piuttosto che confrontarci con chi crediamo essere migliori di noi, ricordandoci che noi siamo coloro che hanno messo le radici della cultura, della società e del diritto. Abbiamo perso la rotta, dobbiamo solo rimetterci sul giusto cammino…

Hai in mente di scrivere qualcos’altro, magari al di fuori da questa terribile esperienza?

Sì, tempo permettendo e ispirazione. Ho in cantiere un romanzo e un noir. Spero un giorno, magari quando sarò più sereno, di completarli…

Ad Alberto tutta la nostra solidarietà da parte della redazione di Torino libri e dal tuo affettuoso concittadino Maurizio Asquini.

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About the Author: Maurizio Asquini è nato e vive a Novara. Con il romanzo “Io non rispondo? nel 2007 riceve una Menzione d’onore al premio “InediTo-Premio Colline di Torino?. Nel 2008 con il romanzo “Dio Ingannatore? vince il premio “Alabarda D’Oro?. Nel 2010 vince i premi “Garcia Lorca? e il “Trofeo Penna D’Autore?. Giungerà, inoltre, tra i primi quattro classificati ad un premio Europeo e riceverà una Segnalazione di Merito al premio “Città di Moncalieri? con un totale di otto riconoscimenti allo stesso romanzo. Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo “Io non rispondo?. Con i racconti ha ricevuto numerosi riconoscimenti giungendo primo classificato ai premi “La seriola?, “Napoli Cultura Classic?, “Adriano Zugnino? e il “Priamar? di Savona. È giunto III classificato al premio per la narrativa a tema “Cesare Pavese? e recentemente è giunto II classificato al premio internazionale “Città di Aosta?. visitate il suo blog www.maurizioasquini.com

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