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Giacomo Verri: il mio romanzo sui partigiani valsesiani

Articolo pubblicato in: FEATUREDINTERVISTE

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Giacomo VerriÈ stato presentato al Centro Sociale di Borgosesia, Partigiano Inverno, il romanzo d’esordio di Giacomo Verri (nella foto mentre presenta il suo romanzo). Una storia legata ai tragici eventi della lotta partigiana svolta nei territori valsesiani.
L’autore, con gli interventi di Alberto Cavaglion ed Enrico Pagano, ci narra alcuni avvenimenti con estrema delicatezza attraverso i pensieri di ogni singolo protagonista. L’autore s’ispira ai grandi maestri scrittori sul genere, tra cui Calvino e Fenoglio, e fa apparire i protagonisti attraverso memorabili e tragici eventi che hanno lasciato un indelebile ricordo agli abitanti del territorio valsesiano, tra cui l’assalto partigiano di Varallo e il rastrellamento dei fascisti della Legione Tagliamento che costò la vita a dieci martiri. Il romanzo è giunto tra i finalisti alla XX edizione del prestigioso premio per la narrativa inedita “Calvino?.

Come ti presenti al pubblico? Chi è Giacomo Verri e cosa fai nella vita oltre allo scrittore?

Sono un papà, prima di tutto. Nella vita faccio l’insegnante di lettere alle scuole medie della mia città.

Qual è il motivo per cui sei legato alla storia, in particolar modo agli eventi dell’ultimo conflitto mondiale, tra cui le guerre partigiane con tutti i tragici epiloghi?

I motivi sono almeno due; affettivo il primo: la mia maestra delle elementari era Nadia Moscatelli, figlia del celebre comandante Cino (che è anche un personaggio del mio romanzo). E poi storico, il secondo: penso che la Resistenza sia un avvenimento aurorale, l’Avvenimento da cui principia la Storia della quale ancora oggi godiamo i frutti.

Essere finalista al Premio Calvino comporta sicuramente degli enormi vantaggi, come trovare maggiori interessi da parte delle case editrici, dai libri e dagli stessi lettori. Com’è iniziata la tua avventura di scrittore e com’è stato l’impatto sul pubblico?

Quello del Premio Calvino è un abbraccio caloroso e fraterno: non si può finire di ringraziare le persone speciali che lo animano. E’ vero: se non ci fosse stato il filtro di quel Premio, forse Partigiano Inverno sarebbe rimasto ad abitare i quattro cantoni del mio computer. A dirla tutta (pur sapendo che ciò che sto per scrivere potrà apparire ruffianeria; ma tant’è, risponde a verità), ancora prima della inaspettata telefonata da parte di Mario Marchetti, anima storica del Premio, ricevetti un interessamento per il manoscritto proprio da parte di Riccardo Trani, l’editor di Nutrimenti che poi ha curato fino nei particolari più minimi il testo definitivo del romanzo. E la chiostra di persone che devo nominare non sarebbe completa se non indicassi ancora la straordinaria Benedetta Centovalli che allora, nel 2011, curava la collana Greenwich di Nutrimenti, dove è apparso Partigiano Inverno.
L’impatto sul pubblico per ora è stato abbastanza buono, ho ricevuto molte recensioni, alcune lusinghiere, altre che hanno avanzato alcune riserve. Ma questo è il destino di ognuno di noi.

Nel tuo romanzo narri di un personaggio, Jacopo Preti, un partigiano rosso. Nel capolavoro di Fenoglio, Il partigiano Jonny, si narra molto sulle discordie tra partigiani rossi e azzurri. Discordie legate a due pensieri politici differenti, uni Rossi e altri Badogliani. Nel tuo romanzo si narra sulla differenza di questi due ideali completamente diversi dai loro pensieri?

In realtà no, anche se a un certo punto racconto dell’arrivo tra i garibaldini della Valsesia di un badogliano. Gli scontri, le fratture, le divisioni che narro nel romanzo sono piuttosto quelli dell’anima, della coscienza, del carattere.

Nel romanzo di Calvino Il sentiero dei nidi di ragno, il protagonista narra la lotta partigiana attraverso gli occhi di un adolescente. C’è qualche rapporto tra il tuo romanzo e quello in questione?

Eh sì, questa volta sì. Il filtro della fanciullezza che Calvino adopera con Pin è quello che io, come anche altri – Paola Soriga in Dove finisce Roma, o Simona Baldelli in Evelina e le fate (quest’ultimo altra bella rivelazione del Premio Calvino) – ho cercato di rimettere in moto per conferire freschezza alla carne della storia.

Come ben sappiamo la storia non va fatta con i vari “se? e nelle lotte civili è molto difficile riconoscere gli ideali di un combattente. A guerra terminata molti partigiani sono stati completamente posti nel dimenticatoio da parte della neonata Repubblica che aveva da risolvere problemi maggiori, tra cui la ricostruzione e creare posti di lavoro allontanandosi da un tragico passato legato a dittature e di conseguenza a guerre, dimenticandosi spesso di molti (non tutti) eroi che si sono sacrificati per liberare il nostro paese. A distanza di settant’anni, credi che non aver dato agli ex partigiani la possibilità di avere una parte di potere di Stato, avrebbe dato dei benefici alla storia del nostro paese?

Forse non ci sarebbe stato il mito della Resistenza tradita; forse non saremmo sprofondati nel buio degli anni di piombo. Non lo so. Penso che la lezione impartita dagli uomini che vissero quella straordinaria stagione della guerra partigiana sia andata perduta, in parte, si sia insomma sfilacciata non solo perché certe mosse politiche italiane chiusero gli spazi di manovra alle sinistre, ma perché, dopo il Secondo conflitto, furono le logiche delle ideologie del consumo a fiaccare l’Idea (peraltro mi fa sorride parlare di ideologie e di Idee con la I grossa, oggi che anche il comunismo è diventato un bene di consumo per i nostalgici dell’Est).

Torniamo alla scrittura. Per un esordiente scrivere è sempre un approccio difficile, dove si incontrano infinite difficoltà tra cui una mancata esperienza e idee spesso nate da facili entusiasmi. Tu sei partito deciso, con un romanzo lungo, elaborato con una degna scrittura da parte di un vero scrittore. Qual è stato il maggior fattore che ti ha dato queste capacità?

Non so se sono davvero uno scrittore. In ogni caso, incasso e ringrazio. Le capacità – se ci sono state – sono cresciute strada facendo, provando, tentando, sbattendo la testa al muro. E poi leggendo, leggendo, leggendo.

Il tuo romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Nutrimenti e disponibile inoltre in versione eBook. Com’è la tua idea riguardo a questa nuova frontiera di lettura? E secondo te quali sono i vantaggi?

Fruibilità a costi contenuti, praticità. Ma io sono un tradizionalista, in questo caso, e non ho ancora mai comprato un e-book: voglio spiegazzarmi gli angoli dei fogli, sottolineare, scarabocchiare e vedere la carta venir gialla.

Come autore, l’eBook come cambierebbe il tuo lavoro di scrittore?

Penso, sinceramente, che non cambierà nulla nel mestiere dello scrivere.

La tua prossima pubblicazione?

Ancora molta nebbia s’arrotola nella mia testa. E’ certo che vorrei una storia ambientata nel presente, un presente che vomita cose e oggetti desemantizzati. Non ci sarà più spazio per la natura e per il paesaggio che tanta parte hanno in Partigiano Inverno. Sto pensando a tre personaggi: un collezionista di prime edizioni del ‘900, una donna proprietaria di una bottega antiquaria e un uomo (il marito di quest’ultima), còlto da una sottile ma tenace malattia mentale e verbale che lo fa sproloquiare. Ci sarà più narrazione rispetto al primo romanzo… e poi chissà.

A Giacomo le nostre più vive congratulazioni.

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About the Author: Maurizio Asquini è nato e vive a Novara. Con il romanzo “Io non rispondo? nel 2007 riceve una Menzione d’onore al premio “InediTo-Premio Colline di Torino?. Nel 2008 con il romanzo “Dio Ingannatore? vince il premio “Alabarda D’Oro?. Nel 2010 vince i premi “Garcia Lorca? e il “Trofeo Penna D’Autore?. Giungerà, inoltre, tra i primi quattro classificati ad un premio Europeo e riceverà una Segnalazione di Merito al premio “Città di Moncalieri? con un totale di otto riconoscimenti allo stesso romanzo. Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo “Io non rispondo?. Con i racconti ha ricevuto numerosi riconoscimenti giungendo primo classificato ai premi “La seriola?, “Napoli Cultura Classic?, “Adriano Zugnino? e il “Priamar? di Savona. È giunto III classificato al premio per la narrativa a tema “Cesare Pavese? e recentemente è giunto II classificato al premio internazionale “Città di Aosta?. visitate il suo blog www.maurizioasquini.com

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