banner ad

Intervista – Maurizio Asquini presenta il nuovo romanzo, Cervelli bruciati

Articolo pubblicato in: FEATUREDINTERVISTE

Pinterest

Cervelli bruciatiUn romanzo grottesco? Una storia incredibile? Molto di più e con avventure tutte da raccontare. Dopo l’emozionante e pluripremiato Dio ingannatore e il successivo Io non rispondo, l’autore novarese torna al pubblico con un nuovo romanzo dove non mancano le emozioni raccontate da personaggi singolari e grotteschi.

Cosa ci puoi dire di questo nuovo romanzo?

Cervelli bruciati è l’unione di due storie di quattro personaggi che raccontano la loro vita con un linguaggio originale legato al loro stile di vita. La prima parte vede come protagonista Nadir, tossico squattrinato aspirante Punkabbestia che dopo essere stato licenziato dopo soli quattro giorni da un villaggio di Sharm, tornerà in Italia e farà conoscenza con Ettore: un vecchio smemorato fuggito dall’ospedale psichiatrico. Il vecchio, un tempo, è stato Federale del Partito Fascista ed è convinto di vivere ancora in quell’epoca. La seconda parte del romanzo, invece, vede come protagonista Angelo: un bamboccione reso incapace dalla sua mamma che lo ha cresciuto con eccessiva protezione. Rimasto solo e senza una casa, farà conoscenza con Zorro: un chitarrista rimasto cieco a causa di una rapina fallita. Zorro convincerà Angelo a realizzare il suo sogno: una rapina che porrà fine alle loro ristrettezze. In alcuni punti i quattro protagonisti s’incontreranno legando così l’intero romanzo. Ho cercato un tocco di originalità all’intera storia, cosa che manca in queste nuove generazioni di autori.

Paliamo del protagonista principale, Nadir, un tossico che segue l’ambizione di diventare un punkabbestia. Com’è nata l’idea di un protagonista così assurdo, che parla, appunto, con un linguaggio spesso convulso e privo di sensi.

Nadir ci racconta la sua infanzia, in quanto abbandonato a poche ore dalla nascita da una madre hippie e in seguito cresciuto in un collegio, per poi finire a vivere in un centro giovanile. L’intera storia viene narrata appunto da questo protagonista bizzarro che ci racconta la sua vita attraverso gli occhi di uno sbandato con un linguaggio sciatto e noncurante. I fatti della sua nascita fino agli eventi che chiuderanno la storia, vengono narrati con un’eccessiva ironia tanto che il lettore conoscerà la sua vita vista, appunto, da un’ottica ben diversa da quella reale.

L’altro protagonista, il vecchio ex federale fascista, un vecchio che ricorda il criminale nazista di “Dio ingannatore?: un vecchio malvagio che alla fine si rivela un buon samaritano.

Bisogna dire che l’ex criminale nazista del primo romanzo era un uomo cinico e legato ancora ai suoi ideali politici, un vecchio consapevole che, alla fine, ottiene ciò che desiderava. In Cervelli bruciati il vecchio, Ettore Borgini, è un povero malato che fugge dall’ospedale psichiatrico. I traumi subiti alla testa e causati dai partigiani gli hanno squilibrato la mente e lui crede ancora di vivere durante il ventennio fascista e quindi un personaggio talvolta ridicolo e grottesco che alla fine riesce a compiere una missione ordinatagli da Mussolini prima della sua cattura.

La seconda parte troviamo altri due “elementi? sbandati come i precedenti, ma sempre legati ad una storia in comune.

Angelo Bombelli è un incapace reso così dalla sua mamma che lo ha cresciuto come un’idiota. L’amico, Zorro, un italo-svizzero reso cieco a causa di una rapina fallita è un personaggio completamente irrazionale e sprovveduto. I due insieme, hanno due caratteri completamente diversi tra loro, ma saranno legati da una simbiosi che li condurrà verso un finale a sorpresa.

Lo stile ricorda quello di Ammaniti: grottesco, spesso violento ma con personaggi molto singolari. Chi sono stati i tuoi maestri da cui hai preso la loro impronta?

Appunto Ammaniti, ma quello dei capolavori come “Ti prendo e ti porto via? o “Io non ho paura?. Ho sempre adorato il suo stile legato tra il drammatico e il sentimentale. Un altro dei miei maestri è Vassalli, ma devo ammettere che confrontarmi con questi maestri mi fa sentire molto piccolo e credo che non riuscirò mai ad esprimermi letteralmente come hanno fatto questi due grandi autori.

Nel tuo romanzo si leggono tante volgarità o eccessi di linguaggio. Credi che possano penalizzare il tuo romanzo?

Credo proprio di no, perché il linguaggio e quello adottato dai giovani, con parole spesso volgari o in gergo. E poi degli sbandati che frequentano centri giovanili, mense dei poveri, Caritas e dormitori pubblici di certo non troveranno mai un’educazione adottata nelle sane famiglie. Infatti, prima di dormire, Zorro farà sempre una battuta volgare diretta agli ospiti del dormitorio, mentre l’amico Angelo, ingenuo com’è, li rimprovererà consigliandogli di “farsi lavare la bocca col sapone?. Diciamo che il romanzo attira il pubblico giovanile come la pizza fuori dalle scuole!

Com’è sei stato accolto da questa nuova casa editrice, il gruppo Montecovello?

Sono stato indirizzato da una loro editor e che a sorpresa la casa mi ha inviato immediatamente il contratto di cui ho addirittura una buona percentuale sulle vendite. Il prezzo di sole 9,90€ mentre l’ebook è in vendita a sole 1,99€; garantiscono al romanzo un valido prospetto editoriale. La casa editrice ha investito parecchio sul romanzo garantendomi, inoltre, un’ottima distribuzione editoriale.

Prossimo romanzo?

Ho deciso di non fare più alcuna previsione: vada come vada!

Il blog dell’autore: www.mauriziosquini.com

banner ad
  • Facebook
  • Twitter
  • RSS
  • Email
  • FriendFeed
  • Google Plus
  • OkNotizie
  • LinkedIn
  • Digg
  • Reddit

Articolo pubblicato in: FEATUREDINTERVISTE

Tags:

About the Author: Articolo pubblicato dalla redazione di Torino Libri.

RSSComments (0)

Trackback URL

Leave a Reply