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Spazio esordienti – Una storia senza tempo

Articolo pubblicato in: SPAZIO ESORDIENTI

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Raffaele OlivieriNOBILISSIMA VISIONE il nuovo romanzo di Raffaele Olivieri, autore cuneese, bresciano di adozione che ci racconta una storia tra il fantastico e il mistico. Una lettura talmente sciolta che ci conduce in un sogno attraverso un’epoca futura dove non esiste il tempo.

Che cosa ci puoi dire di questo romanzo, che incanta, con una storia dove un uomo che ha perduto il suo passato, si ritrova su di un’isola: un romanzo che merita assolutamente di essere letto?

E’ un romanzo scritto in ben due anni, lentissimamente. E’ la mia seconda pubblicazione con l’editore Della Vigna. Coincidenze, strane analogie, corrispondenze segrete compaiono nel discorso narrativo in un continuo parallelismo tra la vita e il discorso musicale. Tema centrale del romanzo è la musica, il linguaggio espressivo-comunicativo per eccellenza: la musica trasforma il dolore in materia aurea, rallegra, ringiovanisce il vecchio liutaio fino a guarirlo dal suo cinismo. Caratteraccio cupo e misantropo, costui vive in un’isola sopravvissuta alla grande inondazione del 2025 che ha sommerso i continenti. Si è ritirato in un’antica pieve trasformata in laboratorio di liuteria insieme a un gatto. Un giorno è colto da un’idea folle: decide di rapire una giovane leggendaria violinista (incarnazione stessa della musica) dopo averla scritturata per un concerto. Per certi aspetti la musica è la vita stessa che il vecchio cerca di trattenere a sé, è il tempo che inevitabilmente si assottiglia in attesa della morte. Il romanzo è pieno di riflessioni filosofiche sul bene e sul male, l’amore, la libertà e la prigionia, l’arte e la bellezza, la musica e la storia, la società contemporanea. Spero che le frequenti le incursioni nel terreno specificamente musicale (riferimenti a brani noti e meno noti della tradizione europea, analisi e significato di alcuni elementi della sintassi musicale) non risultino troppo pesanti per il lettore, che però può seguire unicamente la vicenda narrata. I personaggi del racconto sono privi di nome: evidente è la loro natura simbolica, dietro cui traspare la spersonalizzazione e il disadattamento dell’uomo contemporaneo. Proprio quest’ultimo è stato un altro dei temi ispiratori, una critica feroce e puntuale della (cosiddetta) civiltà della globalizzazione.

Un futuro prossimo venturo dopo un cataclisma che ha sconvolto il pianeta. In quale epoca si svolgerebbe l’intera storia?

Siamo nel 2030, cinque anni dopo un cataclisma, in un’isola pietrosa che si staglia in un Mediterraneo quasi onirico: tempo fuori dal tempo e luogo senza collocazione geografica.

Che cosa ti ha portato a scrivere un romanzo così unico nel suo genere e da dove sono nate le idee?

Coltivavo da tempo l’idea di scrivere un romanzo breve sulla scia de “Il postino di Neruda?, un qualcosa di minimalista con soli due personaggi e un’isola. Poi, dopo aver letto “Stabat mater? di Tiziano Scarpa mi è nata dentro una sfida: ?Voglio scrivere un romanzo sulla musica più bello del suo? mi sono detto. Non so se ci sono riuscito, ma sono contento del risultato.

Quel che mi ha colpito nella tua scrittura è la qualità dello stile, dove non s’interrompe minimamente il rapporto di lettura. Quali sono le doti di questo attributo artistico?

Vengo dalla musica e dalla poesia. La precisione stilistica e la sonorità della parola sono quindi per me essenziali quasi più della trama. Come dicevo, sono un musicista da sempre. Pianista jazz e compositore. Il titolo di questo romanzo è tratto non a caso dall’omonima composizione sinfonica di Paul Hindemith.

La tua carriera cresce velocemente e pubblichi ben quattro romanzi. Ci dici qualcosa delle tue precedenti pubblicazioni?

“Ombre a Venezia?, pubblicato da Della Vigna, è una storia d’amore e di fantasmi ambientata in una Venezia di fine ’800, è forse il romanzo che ho scritto con maggior foga.
“Delitto con dipinto? è un giallo dell’arte, una vicenda all’italiana ambientata in una S.Benedetto del Tronto nel 1959.
Qualche anno più tardi scrissi “Una strana indifferenza?, romanzo gotico-psicologico ambientato in un castello francese nel 1912; vinse il Premio Morselli, i cui organizzatori lo fecero pubblicare.

Che cos’è che ti penalizza e che non riesce a dar sviluppo alle tue opere, a farti sentire nel mondo dell’editoria. (parlo del confronto su come viene ascoltata l’editoria minore a confronto delle grandi case)

Un tempo pensavo che l’editoria minore fosse la “gavetta? per poter ascendere a quella maggiore. Poi ho capito che le cose non stanno affatto così. Ciò che mi impedisce di accedere all’editoria maggiore è l’assenza di contatti influenti nell’editoria stessa, nel giornalismo delle grandi testate, nella politica.

Credi che la qualità dell’editoria minore possa confrontarsi con le pubblicazioni delle grandi case editrici?

In certi casi non riesce a competere in qualità, in altri le eguaglia, in altri ancora le supera.

Per quale motivo solo una delle tue opere è disponibile nella versione E-book? Che cosa ne pensi di questa nuova frontiera editoriale?

E’ una scelta che dipende esclusivamente dall’editore. Ritengo che il vero appassionato di letteratura preferisca sempre il contatto fisico con la carta (esattamente come i rapporti reali con le persone sono preferibili a quelli virtuali), ma ritengo tuttavia che nell’attuale crisi della lettura sia opportuno servirsi di tutti i mezzi che le tecnologie mettono a disposizione.

Il tuo prossimo romanzo?

Si intitola “L’ospite? ed è ambientato in un’antica villa nel Parmense sommersa nella neve.

Che consiglio vorresti lasciare a tutti gli esordienti?

Innanzitutto quello di non farsi tentare dalle pubblicazioni a pagamento, la più vigliacca delle strumentalizzazioni dell’ingenuità. Poi di leggere, leggere e ancora leggere. Poi di scrivere, scrivere, scrivere. Infine di correggere, correggere, correggere.

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Articolo pubblicato in: SPAZIO ESORDIENTI

About the Author: Maurizio Asquini è nato e vive a Novara. Con il romanzo “Io non rispondo? nel 2007 riceve una Menzione d’onore al premio “InediTo-Premio Colline di Torino?. Nel 2008 con il romanzo “Dio Ingannatore? vince il premio “Alabarda D’Oro?. Nel 2010 vince i premi “Garcia Lorca? e il “Trofeo Penna D’Autore?. Giungerà, inoltre, tra i primi quattro classificati ad un premio Europeo e riceverà una Segnalazione di Merito al premio “Città di Moncalieri? con un totale di otto riconoscimenti allo stesso romanzo. Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo “Io non rispondo?. Con i racconti ha ricevuto numerosi riconoscimenti giungendo primo classificato ai premi “La seriola?, “Napoli Cultura Classic?, “Adriano Zugnino? e il “Priamar? di Savona. È giunto III classificato al premio per la narrativa a tema “Cesare Pavese? e recentemente è giunto II classificato al premio internazionale “Città di Aosta?. visitate il suo blog www.maurizioasquini.com

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